Della triade formata coi Dinoflagellati e i Coccolitofori, le Diatomee (100.000 specie classificate) costituiscono la componente principale.
Sono piante microscopiche, invisibili ad occhio nudo, che proteggono la loro fragile complessità di cellule con dei gusci artisticamente perforati e trasparenti a base di silice.
Le loro fioriture oceaniche sono immense. Facilmente visibili dai satelliti, arrivano ad occupare 1/10 della superficie degli oceani. Sostengono in gran parte tutta la catena alimentare degli organismi che popolano i mari e, nell'insieme sono talmente imponenti che 1/4 addirittura dell'ossigeno che respiriamo lo dobbiamo a loro.
Il bello della storia è che la loro esplosione è dovuta ad un altro grandioso evento che ha avuto luogo sulle terre emerse: ovvero alla formazione, avvenuta qualche milione di anni fa, di immense praterie che hanno preso il posto di altrettante immense foreste.
In fondo un'erba (una pianta erbacea) può essere considerata un albero mal riuscito. Di un albero non ha né l'imponenza, né la resistenza. Eppure le erbe hanno supplito la loro piccolezza col numero e con due armi micidiali: un migliore utilizzo dell'anidride carbonica e un essiccamento a maturazione soggetto a una grande infiammabilità capace come tale di far abbrustolire gli alberi mantenendo invece vive le proprie parti sotterranee. Subito pronte a ricrescere.
In questo modo si sono formate immense praterie continentali.
Una vera pacchia per le mandrie di erbivori.
Senonché le erbe delle praterie hanno imparato (per selezione) a diventare resistenti. E lo hanno fatto assorbendo Silicio dal terreno per incorporarlo come cristalli e come aghi nelle loro foglie.
Così facendo, con questa loro arma usuradenti, hanno decretato l'estinzione di circa il 50% delle specie di erbivori determinando l'affermarsi di specie via via meglio attrezzate: dotate di denti più massicci, più resistenti e anche a crescita continua come accade per le unghie.
Risultato: milioni e milioni di tonnellate di escrementi contenenti silice hanno cominciato ad affluire attraverso i fiumi nei mari e hanno permesso alle Diatomee di diventare numericamente immense.
Che intrecci! Che legami abbiamo anche noi con questi intrecci!
Sono legami di fondo, diciamo di base. Il problema (e il dramma) è che - come ho già detto nel post precedente- chi più parla, specialmente ai giovani, non parla mai delle basi reali della loro e della nostra esistenza.
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lunedì 23 settembre 2013
domenica 22 settembre 2013
LE BASI 1
Può sembrare una banalità dire che le strutture grandi che formano "il Mondo" sono fatte di strutture meno grandi che sono fatte di strutture ancore meno grandi e così via. E' poi vero che ciò che riguarda diciamo così l'ANATOMIA delle cose vale non di meno per la loro FISIOLOGIA e cioè per il loro funzionamento.
A questo proposito si può prendere ad esempio una delle basi della vita nel pianeta Terra. Mi riferisco al plancton marino, ovviamente vegetale e cioè fotosintetico da cui dipende tutta la vita degli oceani quindi, più o meno direttamente, anche la nostra.
Stiamo parlando di minuscoli esseri unicellulari, neanche singolarmente visibili, che fluttuano nelle acque. Microscopici, ma che, nell'insieme, formano una massa che supera di gran lunga la massa costituita da tutti gli altri esseri che vivono nei mari e che, uno dopo l'altro, direttamente o indirettamente se ne nutrono.
Tre sono i loro grandi gruppi dalle forme spesso sorprendenti: Diatomee, Coccolitofori, Dinoflagellati.
Ovviamente, per costruirsi e per moltiplicarsi in massa come fanno, hanno bisogno di sostanze semplici che devono trovarsi disciolte nelle acque degli oceani. Le moderne piante coi fiori, con la facile degradabilità delle loro parti morte (foglie, rami, ecc) apportano, insieme al dilavamento delle terre emerse e alle correnti oceaniche in risalita, gli elementi semplici che gli abbisognano.
A questo proposito si può prendere ad esempio una delle basi della vita nel pianeta Terra. Mi riferisco al plancton marino, ovviamente vegetale e cioè fotosintetico da cui dipende tutta la vita degli oceani quindi, più o meno direttamente, anche la nostra.
Stiamo parlando di minuscoli esseri unicellulari, neanche singolarmente visibili, che fluttuano nelle acque. Microscopici, ma che, nell'insieme, formano una massa che supera di gran lunga la massa costituita da tutti gli altri esseri che vivono nei mari e che, uno dopo l'altro, direttamente o indirettamente se ne nutrono.
Tre sono i loro grandi gruppi dalle forme spesso sorprendenti: Diatomee, Coccolitofori, Dinoflagellati.
Ovviamente, per costruirsi e per moltiplicarsi in massa come fanno, hanno bisogno di sostanze semplici che devono trovarsi disciolte nelle acque degli oceani. Le moderne piante coi fiori, con la facile degradabilità delle loro parti morte (foglie, rami, ecc) apportano, insieme al dilavamento delle terre emerse e alle correnti oceaniche in risalita, gli elementi semplici che gli abbisognano.
Tanto per fare un esempio le fioriture di una sola particolare specie di coccolitoforo possono coprire aree di oltre 100.000 kmq (1/3 dell'Italia) e, tra l'altro, produrre quantità significative di una sostanza che fa da seme per la formazione delle nuvole..
Insomma le interdipendenze sono tante e tutte le strutture sono legate le une con le altre. Ciò che bisogna conoscere, o meglio, che ha senso conoscere, è la trama complessa di questi legami. Se il fitoplancton prospera prospera anche la vita marina. Se c'è deforestazione in atto, e ce n'è tanta, la cosa deprime la vita marina perché deprime il fitoplancton.....
Per non sragionare non bisognerebbe mai perdere di vista quelle che sono le basi reali della nostra esistenza.
Se, per esempio, tanto per riferirsi alle basi, la grande produzione di anidride carbonica che stiamo gettando in atmosfera acidificasse i mari e i coccolitofori, che hanno un guscio calcareo, non riuscissero più a formarlo...cosa succederebbe?
Data la "cultura" dominante la risposta certa sarebbe "E chi se ne frega dei cocco...litofori, delle diatomee e dei dinoflagellati... Che roba è ?"
Certo queste "robe" non interessano culturalmente una società del mondo, come quella umana che, con tutti i suoi miti, i suoi Guru e i suoi Pastori, continua a coltivare delle teste destinate a sragionare perché continuano di fatto a sentirsi fuori dal mondo.
giovedì 19 settembre 2013
IDENTITA'
Sono seduto al centro del piccolo giardino di un mio amico. Sono io che gli ho trasmesso la passione per le piante. Così, tutt'intorno, mi ritrovo varie "aromatiche" che ha preso da me. Un Elicriso, una Ruta, un Rosmarino, una Lavanda, una Santolina, una Salvia comune, una Salvia sclarea, un Assenzio, una Maggiorana, una Melissa....., una Calendula.
Da ognuna prendo una foglia. Con ordine: da una pianta all'altra.
Da ognuna prendo una foglia. Con ordine: da una pianta all'altra.
Tutte emanano odori intensi, forti, penetranti. Alcuni decisamente gradevoli, persino inebrianti. La distinzione degli odori è netta. Ciascuno sembra forte e intenso che più non si può. E invece il successivo procura la stessa decisa impressione. E' evidente: la forza del loro odore non è che l'espressione della forza della loro identità. Un'identità di universi biologici e chimici distinti, impegnati, ciascuno con i suoi specifici mezzi, nella lotta per la vita.
Che sia quella del naso una via per rendersene conto?
domenica 25 agosto 2013
COM'E' GRANDE IL MARE !
Com'è grande il mare! E com'è antico il mare!
Certo è che tutte le piante terricole (dico terricole e non terrestri perché terrestri lo sono anche quelle marine) sono piante marine trasformate. Per la precisione alghe che sono riuscite a sopravvivere fuori dall'acqua salata.
Nell'acqua le alghe non hanno bisogno di sostegno e non devono procurarsi acqua e sali minerali perché ci vivono immerse. Gli basta ancorarsi, fluttuare con le onde o resistergli e assorbire da tutta la loro superficie.
Alle loro discendenti terricole serve invece il sostegno legnoso, un apparato drenante per succhiare acqua dal terreno e restarvi solidamente impiantate, un'impermealizzazione di contorno per non disperderla, un sistema di vasi conduttori per portare acqua dalle radici alle foglie e zuccheri e altre sostanze elaborate dalle foglie alle radici.
Gli specialisti di botanica vi dimostrerebbero nei dettagli come l'anatomia delle piante terricole si sia edificata sulla base dell'anatomia delle piante marine.
Le nostre piante, quelle che ci circondano, sono letteralmente delle stupende alghe nel vento.
E il mare sono riuscite a portarselo dentro. A riformarselo dentro. Nelle concentrazioni saline dei loro liquidi interni. Come noi del resto.
La storia è un seguito ininterrotto di trasformazioni, ma lungo un filo che non può né interrompersi né contraddirsi.
Miliardi di anni fa le prime cellule si sono formate chimicamente nel mare.
Per miliardi di anni hanno continuato ad evolversi nel mare e hanno imposto a tutte le cellule di tutti gli esseri di questo pianeta di continuare a essere circondate dal mare.
Non a caso anche il sangue umano ha quella stessa identica concentrazione salina.
E questo è il vero "mare nostrum".
Quali esseri terricoli, attuali e transitori, noi umani dovremmo cominciare a vederci per quello che siamo.
Certo è che tutte le piante terricole (dico terricole e non terrestri perché terrestri lo sono anche quelle marine) sono piante marine trasformate. Per la precisione alghe che sono riuscite a sopravvivere fuori dall'acqua salata.
Nell'acqua le alghe non hanno bisogno di sostegno e non devono procurarsi acqua e sali minerali perché ci vivono immerse. Gli basta ancorarsi, fluttuare con le onde o resistergli e assorbire da tutta la loro superficie.
Alle loro discendenti terricole serve invece il sostegno legnoso, un apparato drenante per succhiare acqua dal terreno e restarvi solidamente impiantate, un'impermealizzazione di contorno per non disperderla, un sistema di vasi conduttori per portare acqua dalle radici alle foglie e zuccheri e altre sostanze elaborate dalle foglie alle radici.
Gli specialisti di botanica vi dimostrerebbero nei dettagli come l'anatomia delle piante terricole si sia edificata sulla base dell'anatomia delle piante marine.
Le nostre piante, quelle che ci circondano, sono letteralmente delle stupende alghe nel vento.
E il mare sono riuscite a portarselo dentro. A riformarselo dentro. Nelle concentrazioni saline dei loro liquidi interni. Come noi del resto.
La storia è un seguito ininterrotto di trasformazioni, ma lungo un filo che non può né interrompersi né contraddirsi.
Miliardi di anni fa le prime cellule si sono formate chimicamente nel mare.
Per miliardi di anni hanno continuato ad evolversi nel mare e hanno imposto a tutte le cellule di tutti gli esseri di questo pianeta di continuare a essere circondate dal mare.
Non a caso anche il sangue umano ha quella stessa identica concentrazione salina.
E questo è il vero "mare nostrum".
Quali esseri terricoli, attuali e transitori, noi umani dovremmo cominciare a vederci per quello che siamo.
lunedì 19 agosto 2013
DEBITORI INSOLVENTI
Debitori insolventi non paghiamo il nostro debito esistenziale con le piante.
Anzi, accecati dai nostri miti e quindi forti nell'arte del saccheggio, stiamo tagliando dalla parte del tronco il ramo su cui siamo seduti.
L'evoluzione della nostra "famiglia" è avvenuta nelle foreste fra i rami degli alberi, ma poi, anche le erbe hanno giocato per noi un ruolo non meno essenziale.
L'adattamento alla savana ha infatti portato i nostri predecessori diretti alla stazione eretta.
E' dalla conquista di questa particolare postura imposta dall'ambiente (basata anzitutto sulle modifiche del piede e del bacino) -e solo da tale conquista- che ha potuto avere inizio la nostra storia speciale.
Molto più tardi, le piante erbacee sono state ancora una volta alla base di un'altra nostra rivoluzione, questa volta economica.
La scoperta della loro coltivabilità, infatti, insieme alla diffusione delle pratiche che vi sono connesse, hanno consentito la nascita dell'agricoltura e quindi la formazione di quei surplus alimentari su cui si è fondata la crescita numerica della nostra specie insieme alla formazione di tutti quegli aggregati che chiamiamo urbani.
Anzi, accecati dai nostri miti e quindi forti nell'arte del saccheggio, stiamo tagliando dalla parte del tronco il ramo su cui siamo seduti.
L'evoluzione della nostra "famiglia" è avvenuta nelle foreste fra i rami degli alberi, ma poi, anche le erbe hanno giocato per noi un ruolo non meno essenziale.
L'adattamento alla savana ha infatti portato i nostri predecessori diretti alla stazione eretta.
E' dalla conquista di questa particolare postura imposta dall'ambiente (basata anzitutto sulle modifiche del piede e del bacino) -e solo da tale conquista- che ha potuto avere inizio la nostra storia speciale.
Molto più tardi, le piante erbacee sono state ancora una volta alla base di un'altra nostra rivoluzione, questa volta economica.
La scoperta della loro coltivabilità, infatti, insieme alla diffusione delle pratiche che vi sono connesse, hanno consentito la nascita dell'agricoltura e quindi la formazione di quei surplus alimentari su cui si è fondata la crescita numerica della nostra specie insieme alla formazione di tutti quegli aggregati che chiamiamo urbani.
giovedì 25 luglio 2013
STROMATOLITES
O Sole mio!! Il Sole.
Si fa per dire..o per cantare...
Ma se proprio, psicologicamente parlando, il Sole dev'essere di qualcuno, direi che è piuttosto delle piante (microscopiche e no) che nostro.
Immenso, tanto grande da contenere -non si direbbe- 3.000.000 di Terre, il Sole è una struttura (si chiama Stella) sede di un'esplosione che annichila ogni secondo 4.600 tonnellate di materia spargendo intorno a sé, da miliardi di anni, un'enormità di radiazioni.
E intorno alla stella Sole, guarda caso, c'è anche la Terra.
Qui, più di 3 miliardi di anni fa, delle cellule batteriche sono riuscite a strutturarsi in modo da sfruttare una frazione della radiazione solare per vivere.
Fu LA GRANDE SVOLTA.
La fonte energetica era enorme, praticamente inesauribile.
E la vita poté esplodere.
I mari si riempirono di questi batteri che, tipicamente, si aggregarono in formazioni stratificate chiamate STROMATOLITI, del tipo di quelle raffigurate.
Fu un fenomeno globale.
Il prodotto di scarto di quelle formazioni era un gas tossico: l'ossigeno.
Lo diffusero nei mari e poi, una volta saturati i mari, fecero altrettanto con l'atmosfera.
E così noi, che respiriamo appunto ossigeno, possiamo viverci.
E' certo che, senza di loro, senza la loro attività vitale, noi non ci saremmo.
Ed è anche certo che la storia e l'immagine delle stromatoliti e dei cianobatteri che le formarono, dovrebbero essere presenti e note a tutti. Formare una consapevolezza generale, a cominciare dai giovani.
Ma così non è.
Noto a tutti c'è invece un innaturale mito umanizzato di Creazione.
C'è da chiedersi dove sta l'impostura.
E perché mai alla storia reale la nostra specie preferisca inesorabilmente una facile e tranquillizzante storia virtuale.
Si fa per dire..o per cantare...
Ma se proprio, psicologicamente parlando, il Sole dev'essere di qualcuno, direi che è piuttosto delle piante (microscopiche e no) che nostro.
Immenso, tanto grande da contenere -non si direbbe- 3.000.000 di Terre, il Sole è una struttura (si chiama Stella) sede di un'esplosione che annichila ogni secondo 4.600 tonnellate di materia spargendo intorno a sé, da miliardi di anni, un'enormità di radiazioni.
E intorno alla stella Sole, guarda caso, c'è anche la Terra.
Qui, più di 3 miliardi di anni fa, delle cellule batteriche sono riuscite a strutturarsi in modo da sfruttare una frazione della radiazione solare per vivere.
Fu LA GRANDE SVOLTA.
La fonte energetica era enorme, praticamente inesauribile.
E la vita poté esplodere.
I mari si riempirono di questi batteri che, tipicamente, si aggregarono in formazioni stratificate chiamate STROMATOLITI, del tipo di quelle raffigurate.
Fu un fenomeno globale.
Il prodotto di scarto di quelle formazioni era un gas tossico: l'ossigeno.
Lo diffusero nei mari e poi, una volta saturati i mari, fecero altrettanto con l'atmosfera.
E così noi, che respiriamo appunto ossigeno, possiamo viverci.
E' certo che, senza di loro, senza la loro attività vitale, noi non ci saremmo.
Ed è anche certo che la storia e l'immagine delle stromatoliti e dei cianobatteri che le formarono, dovrebbero essere presenti e note a tutti. Formare una consapevolezza generale, a cominciare dai giovani.
Ma così non è.
Noto a tutti c'è invece un innaturale mito umanizzato di Creazione.
C'è da chiedersi dove sta l'impostura.
E perché mai alla storia reale la nostra specie preferisca inesorabilmente una facile e tranquillizzante storia virtuale.
venerdì 19 luglio 2013
ATTRAZIONE e BELLEZZA
I fiori sono organi sessuali.
Quindi, un omaggio floreale, soprattutto se di fiori appariscenti, è un omaggio sessuale: un inno alla vita e un invito alla passione.
Come organi sessuali di organismi che non possono spostarsi, i fiori che hanno invece bisogno, per agire, di organismi che si spostano, hanno imparato a essere attraenti.
Ed è in questa loro corsa al richiamo che si son fatti "belli".
Che siano state le piante coi fiori a inventare la bellezza ?
Certo la nostra specie si è sempre dimostrata molto sensibile al loro fascino, al punto che quando qualcuno ne risulta indifferente, gli psichiatri dicono che è un depresso clinico: uno insomma che non sta bene quanto a salute mentale.
All'opposto, bisogna anche dire che la passione per i fiori ha spinto a commettere vere e proprie follie.
Un esempio è quanto successe in Europa, ma soprattutto nella prospera e concreta società olandese, fra il 1634 e il 1637.
Si trattò di un vero e proprio delirio degli olandesi per un certo tipo di tulipani.
In quel periodo un singolo bulbo di quei tulipani arrivò a valere anche 10.000 fiorini: il costo di una delle più belle case di Amsterdam.
Un ammattimento generale che mise in forse l'equilibrio della società olandese e portò molte famiglie alla rovina.
In una società rigidamente calvinista come quella olandese, i puritani osteggiavano i fiori.. ( I puritani hanno sempre molte cose belle e vitali da osteggiare ) E, in genere, le piante venivano salvate dai loro strali in forza della loro utilità: come spezie, medicamenti, materiali da costruzione, cibi...ecc.
Ma i tulipani, nonostante tutti gli sforzi per trovar loro un impiego, non ne avevano nessuno che poteva dirsi utile. Non profumavano nemmeno.
Fecero impazzire gli olandesi unicamente per la loro bellezza. Ed è chiaro ai nostri occhi che, inconsciamente, tutti quei buoni cittadini repressi, impazzirono al tempo stesso per il significato simbolico (dunque sessuale) di quella bellezza.
Quindi, un omaggio floreale, soprattutto se di fiori appariscenti, è un omaggio sessuale: un inno alla vita e un invito alla passione.
Come organi sessuali di organismi che non possono spostarsi, i fiori che hanno invece bisogno, per agire, di organismi che si spostano, hanno imparato a essere attraenti.
Ed è in questa loro corsa al richiamo che si son fatti "belli".
Che siano state le piante coi fiori a inventare la bellezza ?
Certo la nostra specie si è sempre dimostrata molto sensibile al loro fascino, al punto che quando qualcuno ne risulta indifferente, gli psichiatri dicono che è un depresso clinico: uno insomma che non sta bene quanto a salute mentale.
All'opposto, bisogna anche dire che la passione per i fiori ha spinto a commettere vere e proprie follie.
Un esempio è quanto successe in Europa, ma soprattutto nella prospera e concreta società olandese, fra il 1634 e il 1637.
Si trattò di un vero e proprio delirio degli olandesi per un certo tipo di tulipani.
In quel periodo un singolo bulbo di quei tulipani arrivò a valere anche 10.000 fiorini: il costo di una delle più belle case di Amsterdam.
Un ammattimento generale che mise in forse l'equilibrio della società olandese e portò molte famiglie alla rovina.
In una società rigidamente calvinista come quella olandese, i puritani osteggiavano i fiori.. ( I puritani hanno sempre molte cose belle e vitali da osteggiare ) E, in genere, le piante venivano salvate dai loro strali in forza della loro utilità: come spezie, medicamenti, materiali da costruzione, cibi...ecc.
Ma i tulipani, nonostante tutti gli sforzi per trovar loro un impiego, non ne avevano nessuno che poteva dirsi utile. Non profumavano nemmeno.
Fecero impazzire gli olandesi unicamente per la loro bellezza. Ed è chiaro ai nostri occhi che, inconsciamente, tutti quei buoni cittadini repressi, impazzirono al tempo stesso per il significato simbolico (dunque sessuale) di quella bellezza.
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